Successo di presenze ma soprattutto tanti ospiti ben lieti di portare il loro pezzettino di storia di questo progetto nato nel 2016 insieme al Comune di Suzzara. “Progetto questo, che ben presto diventa un vero e proprio Servizio ma soprattutto una possibilità per molte persone che ci chiedono aiuto di continuare ad usufruire dei servizi offerti ma nel contempo anche di donare un po’ di sé, delle proprie capacità che, in altri contesti, non sarebbero mai emerse”, spiega Daniele Arioli, ex presidente dell’Associazione, ora consigliere.
Proprio Daniele, insieme all’attuale sindaco Alessandro Guastalli e al direttore di Caritas diocesana Matteo Amati, hanno firmato la prima convenzione dell’Orto Solidale “Il Germoglio”, nello stesso anno della nascita dell’Emporio “Lo Snodo”.
Amati ha spiegato che da quel momento tutto è cambiato: “L’Orto Solidale è prima di tutto un luogo di relazioni che permette di sentirsi utili (i prodotti dell’Orto finiscono alla mensa e all’emporio), stare in compagnia, imparare l’arte della pazienza e della collaborazione, in un clima accogliente e sereno. Noi operatori abbiamo visto un aspetto tutto nuovo delle persone ed è cambiato il loro approccio verso di noi”.
Grande contributo al Convegno è stato dato da Andrea Gollini, direttore della Caritas di Reggio Emilia, che ha spiegato che un’iniziativa di volontariato per essere davvero germoglio per una comunità, deve avere 4 caratteristiche fondamentali:
- tendere alla prossimità e non alla performance;
- creare delle intersezioni accidentali tra persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate allo scopo di innescare opportunità;
- creare servizi che vadano davvero incontro a bisogni reali delle persone;
- permettere alle persone di restituire, per non essere solo un peso per la società ma poter dare il proprio contributo al bene comune.
Impeccabile e genuino il contributo del giornalista Fabrizio Binacchi, che ha moderato il convegno, donandogli un valore aggiuntivo e prezioso.