Nel pomeriggio del 22 maggio si sono ritrovate, per la terza edizione, le Reti degli Empori di Mantova, Verona, Vicenza, Trento, Lodi, per sognare insieme come poter costruire l'emporio del futuro. È stata un'occasione per conoscersi, confrontarsi e desiderare, per gettare le basi e guardare in avanti con speranza.
La presenza di quasi 80 partecipanti ha dimostrato il valore di incontri di questo tipo e l'importanza del mettersi in discussione per poter crescere.
Volontari, operatori e coordinatori delle varie reti si sono messi in gioco staccandosi dall'operatività del quotidiano e provando a sognare insieme nuovi orizzonti per gli empori del futuro.
Guidati dalla cabina di regia della Rete degli Empori del Mantovano, i partecipanti all'incontro hanno riflettuto su 4 tematiche critiche per il servizio dell'oggi e del domani: advocacy, ambiente, beneficiari e territorio. Partendo dal sogno personale di ognuno si è provato quindi a costruire proposte innovative e praticabili, che sono state infine votate in plenaria
Da questi momenti di riflessione guidata sono emersi diversi desideri condivisi. Tra questi uno dei più votati è stata la sensibilizzazione della comunità verso un nuovo sguardo di Emporio: non più un luogo di recupero di alimenti scartati, ma uno spazio di accoglienza e di promozione del diritto di ognuno al cibo buono.
In molti hanno sostenuto il desiderio di lavorare insieme per rendere più bello e accogliente l'Emporio, che resta un luogo privilegiato di relazioni ma che ancora tanto può crescere nell'espandere le proprie relazioni con associazioni ed enti del territorio, nel gestire al meglio i propri spazi interni ed esterni e nel formare volontari ed operatori come attori a tutto tondo del processo e non semplicemente operai di un'azienda.
Si è discusso della necessità di farsi conoscere sul territorio per migliorare la risposta della rete alle situazioni di fragilità che vengono intercettate, di organizzare eventi culturali e sociali che coinvolgano anche i beneficiari dell'Emporio, di un patto educativo di comunità.
In generale possiamo dire che il desiderio che più ha scaldato il cuore dei presenti è stato quello di riuscire, un giorno, ad aprire le porte dell'Emporio non più come un luogo di distribuzione alimentare, ma come casa comune, un luogo donato alla persona, che apra spazi e occasioni di sentirsi sempre più parte della stessa comunità.